SCOMPARSA!!!
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pogoselvaggio records
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unaspecied'intervista///

Quest'estate andavo per un concerto degli ORSO al blah blah (un locale bellissimo a torino) e sono rimasto completamente affascinato dalle opere di questo collettivo di Cremona che esponeva lì i suoi lavori insieme a quelli di altri artisti emergenti (vedi YOUNG WOOD) e qui conobbi per puro caso parte di questo collettivo dal nome UNA SPECIE DI SPAZIO e con cui passai una bellissima serata a chiacchierare di arte, musica e cazzate!

UNA SPECIE DI SPAZIO è proprio una specie di spazio, dove ogni artista folle si mette a giocare con la propria arte.

Dal 19 Novembre ospiterà MATRIOSKATTIVA e ne ho approfittato per intervistare David C. Fragale co-fondatore di questa specie di spazio ;)

Lyncio - Come? Quando? Perchè? Dove? Chi? e PERCOMECASOMAI?


UNA SPECIE DI SPAZIO come risposta al bisogno di rompere le palle a tutti quelli che: 1) “voglio esporre ma non so dove” e forse dovrebbero darsi da fare per crearsi uno spazio da soli e ficcarci dentro non solo le loro cose ma anche quelle degli altri; 2) “i ragazzi non fanno nulla per farsi ascoltare” e infatti non gliene frega nulla perché non vogliono essere ascoltati ma avere semplicemente il diritto di dire quello che vogliono; 3) perché l’artista non vende e basta, ma studia e insegna, e ragiona sullo spazio, presagendo il fallimento della comunicazione ma godendoselo appieno; 4) perché là fuori, tra tanti arrivisti spezza cuori e scassapalle, c’è chi lavora sul serio, mezzi maghi e idiot savant che fanno cose che voi uomini non potete neanche immaginare, e uno spazio serve a loro, non a chi parla meglio mangia meglio spende meglio i soldi del paparino.  



Lyncio - unaspeciedispazio, come 4 mura dove raccontare cosa?

 

Storie di ragazzi semplici, che vogliono incontrarsi e fare cose insieme. Un po’ famiglia, un po’ rifugio, ma è ancora poco. Lo Spazio è come il lettino viaggiante di Nemo. Esiste davvero solo in un sogno.

Lyncio - Quando ci siamo conosciuti a torino, mi parlavi dell'arte come condivisione totale e gratuita, puoi spiegare bene cosa pensi della scena artistica emergente italiana (sempre che esista :D )

 

Non so un cazzo della scena artistica emergente, a me interessa la scena umana emergente e sarà interessante vedere come andrà a finire. Gli artisti sono tanti, troppi, oggi l’artista è una qualsiasi personalità creativa che inventa un meme (evviva Nyan Cat) e questo spopola sul web. Gli altri, quelli della “galleria”, quelli che vogliono farsi un nome, lottare per il cataloghino o per la mostra nella bassa Ucraina, o a Rapa Nui, perché lavorano con l’artista che poi ti firma l’opera come sua – mi dispiace per loro, gli auguro tanta fortuna ma è una guerra senza esclusione di colpi, che porta solo a diventare cattive persone, mentre invece dovrebbero regalare le loro cose, offrirle come la parte migliore di loro, al singolo o al mondo, all’amico e allo sconosciuto, alla strada e al parco, e scoprirebbero che un’idea viaggia meglio così che neanche da una isoletta espositiva di via Brera all’altra. Lavorare e fare soldi va bene, l’accanimento per la ricerca di conferme da sedicenti critici e che può darti anche solo un amico, una persona che ti vuole bene e crede in te, quello no. Poi, questo è il mio punto di vista.

 

Lyncio - Come vi ha accolto la città di cremona? Cioè la gente vi guarda come dei pazzi con cui non avere niente a che spartire o riuscite ad interagire con loro?

 

Interagiamo bene con il popolo che l’arte la vive come l’occasionale eclisse di luna e con i giovani curiosi e stanchi della movida, e va benissimo. Enti e uffici sono amichevoli, ma perseguono i loro obiettivi, poi io ho un certo pregiudizio su certe progettualità comunali che prendono il tempo che lasciano. Invece di ricorrere a bandi regionali o europei che fanno sembrare tutti un mucchio di sanguisughe bisognerebbe incontrarsi intorno a un tavolo e discutere i progetti che ogni mente creativa può offrire al suo paese. Ma questo non è un problema cremonese, lo sappiamo, bensì di tutta l’Italia, mercificata, burocratizzata, svilente e poco incline a favorire le idee, tranne quando possono essere copiate (male) dall’estero.


Lyncio - La giornata/serata tipo in una specie di spazio?

 

Quando si deve mettere su un evento si cerca di farlo con la professionalità che si terrebbe per un lavoro remunerato qualsiasi. Anche se non si fanno soldi, bisogna metterci l’impegno giusto. Partecipazione e amore totali. Sennò mi trasformo nel cuoco stronzo, Gordon Ramsey, e volano parole poco gentili. Si beve e si magna. Si sta nello spazio e lo si vive, come viene. Quando non sono nella Specie di Spazio, lo faccio vivere attraverso il web (che è uno spazio, forse lo spazio, a sua volta), si cerca di dargli una vita lunga – quest’intervista è un esempio.

 

Lyncio - Se io fossi un artista (parole grosse) e volessi esporre qualcosa da voi che debbo fare?

 

Vieni, parli e proponi. Non c’è un metodo. Alcuni ci scrivono che vogliono fare mostre da noi, ci mandano i curriculum, ma queste cose non mi interessano. E’ come andare da una ragazza e farle presente la misura del proprio pene, o conoscere una persona che si trova stimolante e convincerla in pochi minuti che dovrebbero essere amici. Inizialmente, abbiamo contattato noi chi ci piaceva, poi, saltuariamente, abbiamo accettato qualche proposta. Chi si propone fa bene, ma io e Federico (presidente dell’associazione) abbiamo idee chiare (anche diverse fra noi) su chi/cosa mettere nello spazio. E bisogna ricordare che non ci guadagniamo e che in un anno non sono molte le cose che si possono fare (una residenza artistica può durare una settimana, un’esposizione prende un mese, e il numero di eventi annuali deve tenere conto di ogni relazione che si crea, perché non si vuole deludere nessuno ma neppure regalare nulla). In ogni caso, meglio chi non usa la parola grossa (artista) di chi lo fa. Poi, uno come te che si interessa e scrive di questa cosa, è già una Specie di Spazio.

 

Lyncio - L'esposizione più folle che hai organizzato?

 

Di folle nulla. Non abbiamo mai inventato niente che non si fosse già visto. Ma lo scopo non è quello di essere originali, quanto di dare visibilità a chi ha buone idee e di divertirsi. La mia amica Eta (Eleonora Liparoti) è giovane e ha realizzato una performance in cui era previsto che le procurassero un danno fisico. Il mio amico Skeletro379 (Renato Florindi) ci ha permesso di tappezzare la stanza con tutti i suoi disegni violenti e malati. Ma di folle non c’è stato ancora nulla, secondo me. Magari è folle tenere in vita questa cosa senza rifarsi delle spese.

 

Lyncio - Ti ho conosciuto come scrittore di storie per bambini (storie che sono veramente fighe!) ci racconti com'è nato questo progetto?

 

Mi piacciono le favole. Ne ho sempre avuto bisogno. E credo che ne abbiano bisogno tutti. In una favola puoi semplificare il tuo rapporto con la vita, dire con poco quello che a spiegarlo normalmente ci metteresti una vita. Poi, con tutti i bravi disegnatori che conosco, è un modo per fare conoscere il loro talento.


Lyncio - I propositi di UNA SPECIE DI SPAZIO per il 2012! sù sù!

 

Intanto, verso la fine dell’anno, essendoci la fine del mondo, asilo per chiunque voglia godersi con noi il grande putiferio. Prima, stiamo aspettando di sapere se andrà in porto un progetto di partenariato con il comune, che dovrebbe permetterci di lavorare sul tessuto urbano di Cremona. Oggi l’arte deve vivere fuori dai musei, dalle gallerie, anche dal nostro spazio, sebbene il nostro vantaggio sia quello di avere una vetrina che ci permette di essere comunque parte della strada.


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Benvenuti in tuttora.

Perché sembra che tutto stia andando verso un orizzonte degli eventi sempre più prossimo?